Egofantasmagoria virale

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I festeggiamenti per il Capodanno cinese vengono annullati. Achille Lauro vestito da San Francesco secondo Gucci si spoglia a Sanremo. Un video ritrae le strade deserte e silenziose di Wuhan. Sgarbi contro la D’Urso. Il trambusto legato ai voli da e per la Cina. Primi decessi. Gli scanner che rilevano la temperatura puntati alla testa. “Parasite” vince quattro premi Oscar. Un ospedale costruito in dieci giorni riceve l’elogio di Stefano Boeri. Due turisti contagiati vengono ricoverati allo Spallanzani di Roma. I decessi aumentano. Uno studente di diciassette anni torna in Italia: la madre lo riabbraccia raggiante. Il razzismo verso i cinesi serpeggia: si diffondono video-campagne di sensibilizzazione. Mascherine esaurite. Un’ingente perdita economica colpirà la Cina: cifre, percentuali, numeri. L’OMS tentenna, a tratti rassicura. Pipistrelli, mercati in cattive condizioni igieniche, pipistrelli. I decessi aumentano. Il parere degli esperti. Sgarbi contro Pregliasco. Poco più di un’influenza. Code infinite ai supermercati. Codogno, il lodigiano, la Lombardia. Zone rosse e zone arancioni. Il paziente zero. Uno youtuber documenta il suo tentativo di penetrare nella zona rossa. Fuga verso il Sud. Amuchina, amuchina, amuchina. Un video in cui un medico contagiato denuncia le omissioni del governo cinese. Mascherine esaurite. Conte annuncia all’Italia le prime restrizioni. I decessi aumentano. Sempre più Paesi coinvolti. Polemica sulla chiusura di scuole e università. La risposta efficace di Taiwan. Fusaro ipotizza una guerra batteriologica volta a sfavorire la Cina. Gli studenti ne approfittano per uscire e incontrarsi. Burioni. Burioni per la linea dura. Burioni da Fazio. Burioni su YouTube. Burioni contestato. Il menefreghismo machista di Trump. Il laboratorio e il complotto. Sgarbi contro Scanzi. L’Italia costretta al lockdown. Conte alla televisione: crisi epocale. I decessi aumentano. Videoconferenze con Fontana. Videoconferenze con Zaia. Videoconferenze con Borrelli. Mascherine esaurite. Fontana teme il contagio e in un video indossa una mascherina. Il percorso della torcia olimpica si arresta: Olimpiadi rimandate. Il caos delle autocertificazioni. Centinaia di morti in Iran. Razzismo in libertà: alcuni si chiedono dove siano finiti gli immigrati. Wimbledon si salva grazie a un’apposita assicurazione anti-calamità virali. I ricoveri diventano sempre più ingestibili. Sanità al collasso. Il caso del Pio Albergo Trivulzio. Zingaretti contagiato. I decessi aumentano. Anziani i più colpiti. Un video riprende i locali del centro di Napoli affollati dai giovani. Circola ovunque la previsione della medium statunitense Sylvia Browne. Sgarbi contro Burioni. L’economia in crisi: peggior tracollo dal 2008. L’Unione Europea: Mes, eurobond, diatribe sconfinate. Mascherine esaurite. Il calcio si ferma: polemiche per Juve-Inter. La scuola, il ministro Azzolina, le videolezioni, le sufficienze e le insufficienze, la maturità del chissà. Salvini prega in televisione con la D’Urso. I decessi aumentano. Elisa e Tommaso Paradiso pubblicano un brano intitolato “Andrà tutto bene”. Orban: pieni poteri. Mezzi militari trasportano bare. Le scuse della Von Der Leyen. L’Europa intera contagiata. La leggerezza di Sanchez in Spagna. Un deputato leghista si commuove parlando alla Camera. La discutibile singolarità della Svezia. La discutibile singolarità di Gallera. La più che discutibile singolarità del sindaco di Messina. Berlusconi dona dieci milioni. Il menefreghismo machista di Bolsonaro. I decessi aumentano. Il mondo dei motori in crisi: Formula Uno e Moto GP non sanno come organizzare i rispettivi mondiali. I seicento euro e l’INPS in tilt. Bertolaso nominato. Bertolaso contagiato. Mascherine esaurite. BoJo indifferente. BoJo interviene. BoJo ricoverato. Parla la Regina in abito verde. Conte attacca le opposizioni rivolgendosi all’intero Paese. Furia di Salvini, furia della Meloni, disappunto di Mentana. Gli youtuber ci intrattengono con video in cui tipizzano i comportamenti sociali più diffusi. I decessi aumentano. Fiorello racconta la sua carriera durante un podcast con Fedez. Fedez e la Ferragni raccolgono fondi per l’allestimento di un reparto di terapia intensiva. Fedez contro Codacons. Sgarbi contro la Von Der Leyen. Scanzi contro la Murgia. La Murgia contro Battiato. Solenghi contro la Germania. I decessi aumentano. Pandemia. Il capitalismo assatanato di Trump. Migliaia di morti negli Stati Uniti. Jo Squillo propone musica disco durante le sue dirette. Evadere: controversie sul jogging, sui cani, sui duecento metri. I decessi aumentano. Le misure marziali di Erdogan. Paola Di Benedetto vince il Grande Fratello Vip. Video in cui medici, infermieri e personale sanitario testimoniano in lacrime la portata devastante della pandemia. Il Terzo Segreto di Satira pubblica un video critico nei confronti della Regione Lombardia. I decessi aumentano. La Pasqua celebrata in solitudine da Papa Francesco. La messa televisiva nella San Pietro vuota. Le grigliate sui tetti in Sicilia. Video nei quali il sindaco di Bari rimprovera chi non sta a casa. Video nei quali De Luca minaccia chi non sta a casa. Lanciafiamme e pastiera. I decessi aumentano. Infodemia. Lady Gaga organizza un concerto virtuale di otto ore. Proteste al mercato di Porta Palazzo. Proteste al mercato di Rialto. A Borgotrebbia una donna nuda si sdraia sul cofano di una gazzella dei Carabinieri. A Truccazzano si consuma un femminicidio. Nicola Lagioia su Twitter: “Si smetta di scrivere che il virus rende tutti uguali, ricchi e poveri. È una stupidaggine, come dire che la morte è una livella.” Riaprono le librerie. La resistenza del dottor Fauci. I decessi aumentano. Fase due, fase tre. Zaia contro De Luca. Sepúlveda muore a Oviedo. La follia delle manifestazioni anti-lockdown. I decessi aumentano.

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2017. Il programma televisivo “Nemo”, diffuso sulle reti Rai, trasmette un servizio dedicato a Baba Pace: al secolo Alessandro Pace, figlio di un commercialista benestante, Baba è un santone residente a Roma e devoto all’induismo. Durante il servizio, tra una domanda e l’altra, Baba sostiene: “Sono più di vent’anni che faccio ogni mese l’offerta al fuoco per la pace mondiale. […] Voi vivete bene, state bene, perché c’è stato un lavoro fatto da noi. Perché non è successo mai nulla in Italia? Eh, grazie a noi.”

È difficile cogliere ciò che parole simili suscitano oggi, ai tempi del coronavirus. Non certo futili desideri di condanna. Piuttosto, riascoltare tali parole conduce verso qualcosa di sconcertante: dinanzi alla vanità delle stesse sorge un’amarezza annichilente, l’amarezza di un cervello stritolato tra la brutale immagine di una società globalmente prostrata e l’intimo tentativo di pensarsi comunque, anche dinanzi allo sfaldamento più segnante degli ultimi decenni. Urgono risposte più solide, ferme stampelle sulle quali puntellarsi. Allora Montesquieu: “Non percepiamo la nostra piccolezza, e nonostante questa condizione vogliamo esser tenuti in considerazione nell’universo, e comparirvi, ed esservi importanti. Ci immaginiamo che l’annientamento di un essere perfetto come noi degraderebbe la natura intera, e non concepiamo che un uomo di più o di meno nel mondo, che dico? Tutti gli uomini insieme, cento milioni di teste come la nostra, non sono che un atomo sottile e isolato, che Dio sa scorgere solo per l’immensità delle sue conoscenze”. Ma concepirsi attraverso una lente tanto marginalizzante, approdando così alla distruzione del principium individuationis schopenhaureiano e a una sorta di accettazione dell’antico motto secondo il quale “Natura non contristatur”, è davvero qualcosa di attinente alla realtà così come quest’ultima si sta manifestando oggi, oppure è soltanto una deplorevole mistificazione condita di razionalismo arrendevole e apparente? Troppe domande, troppe domande… Dinanzi alla tragedia, meglio distrarsi. Il mondo dei vivi che vivi soltanto vogliono essere, issata la bandiera recante lo slogan “#andratuttobene”, ha scelto l’intrattenimento: l’inarrestabile intrattenimento. A questo punto, però, l’ennesima voce si fa largo. È quella di un personaggio interpretato da Moni Ovadia in “Caro diario”, che in una scena divisa tra ironia e sprezzante sconforto dice: “Questo Paese (l’Italia, ndr) ha così sfrenatamente voglia di ridere… Che cosa c’è da ridere?” Nelle ultime settimane non è sembrata troppo diversa da queste parole la visione di un italiano illustre: Ennio Morricone. Intervistato dall’Huffington Post, il maestro ha rivelato di non ascoltare musica in questo periodo e ha detto: “Certo, un po’ di leggerezza può aiutare, non c’è alcun dubbio, ma in questi giorni c’è stata una percentuale molto alta di morti e ci vorrebbe più rispetto. Mi chiedo cosa pensino tutte quelle persone (il riferimento è al fenomeno dei flash mob sui balconi e ad attività collettive simili, ndr) in quei momenti: secondo me pensano solo a loro stesse”. Eccesso di severitas? Di risposte esatte, oggi non sembrano esservene. Allo sconquasso del pensiero ogni giorno si aggrega il logorio mediatico: si è giunti a parlare di “infodemia”, ossia – nella definizione proposta da Maria Capobianchi, direttrice del laboratorio di Virologia dello Spallanzani di Roma – una “epidemia di informazioni non sempre attendibili”. A tratti ci si sente ridotti a simplicistiche puttane di galileiana memoria costrette a confidare in un equivoco e intangibile ipse dixit…

Quante altre cornici interpretative, poi? Quante altre analisi? Quanti altri quesiti dal respiro universalistico? Forse soltanto il mistico tacere wittgensteiniano può rispondere. A ben vedere, però, tale denso silenzio non può che configurarsi come una condizione precariamente risolutiva. L’ennesima fuga esorcistica dell’intelletto dai segni che questo esistere e questo tempo stanno imprimendo sulla carne: soltanto un opaco flebile attonito istante. Ma siamo qui. Bisognosi della salvezza che noi soli possiamo, doverosi di memoria.

Autore: Francesco Formigari