Again! We’re not alone (anymore)

German Chancellor Angela Merkel arrives at the Mozarteum University to attend a plenary session part of the EU Informal Summit of Heads of State or Government in Salzburg, Austria, on September 20, 2018. (Photo by Christof STACHE / AFP)

In un periodo già convulso di per sé sul piano politico istituzionale, con le incognite sulla successione ad Angela Merkel, il calo dei consensi dei partiti storici e il rallentamento economico, la Germania deve fare i conti anche con spettri del passato che ritornano, e sembrano parlare a tutta Europa.
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Una Germania sotto shock ripiomba nell’incubo del terrorismo di estrema destra. Un cittadino tedesco fa strage ad Hanau in due bar frequentati dalle comunità curde e turche locali, uccidendo 9 persone e lasciandone altre 5 gravemente ferite. Sembrerebbe si tratti di un attacco pianificato, come molti nel suo genere, e imbevuto di odio xenofobo e teorie complottiste apprese su internet.

Gli attacchi di terrorismo nero non sono un fenomeno nuovo in Germania, ma ciò che colpisce oggi è il loro costante aumento in numero ed intensità negli ultimi anni. Proprio da quando l’Afd ha iniziato a raccogliere ampi consensi, soprattutto nell’est del paese. Lo scorso giugno, lo ricordiamo, si consumava l’assassinio del presidente del Kassel, Walter Lübcke, sostenitore di una politica di apertura ai migranti, mentre è di inizio ottobre l’attacco antisemita in una sinagoga tra la comunità ebraica di Halle, con la morte di due persone.

Le autorità non restano con le mani in mano e arresti di cellule estremiste o smantellamento di di attacchi come quello di Hanau sono purtroppo piuttosto frequenti. La soluzione però potrebbe non trovarsi nella sola repressione. Inoltre, il continuo sforzo delle autorità per contrastare questi progetti criminali e la vastità delle operazioni necessarie possono essere un sintomo di un più profondo disagio sociale e il radicamento di un certo tipo di idee nell’opinione pubblica, prima considerate tabù.

Sembra essere proprio questo, alla fine delle notizie di cronaca, il risultato che ne esce degli attacchi dell’estremismo di destra. La società, tedesca deve fare i conti con un ritorno nel dibattito sociale e politico di certi termini e idee che prima erano diffusamente rigettate, perché considerate l’ombra di fantasmi del passato che non si voleva mai più rivedere. Il disagio sociale e in particolare l’arretramento dell’est del paese, la vecchia DDR, lasciano una parte della popolazione vulnerabile a messaggi di odio xenofobo e rivoltamento sociale in senso violento. L’Afd, più di tutti, sembra essere il partito che più ha puntato su questo tipo di messaggio e a cui deve il suo exploit elettorale.

Come ha avvertito la Cancelliera Angela Merkel, l’ultimo attacco ad Hanau rivela una società tedesca “avvelenata” dal razzismo. Sembra, in definitiva, che questi estremisti neri non si sentano più soli come prima. Come ha lucidamente osservato Annette Ramelsberg sul Suddeutsche Zeitung: “Per anni sono stati percepiti come lupi solitari, le loro idee non venivano prese sul serio dai loro amici e le loro famiglie cercavano di minimizzarle. Ma ora stanno osservando che le loro idee sono meno stigmatizzate e certi messaggi penetrano sempre più a fondo nella società, come se diventassero socialmente più accettabili. E improvvisamente non si sentono più pazzi, e nemmeno soli”.

La Germania, come ogni altro paese d’Europa, è alle prese con il ritorno di retoriche nazionaliste e identitario-xenofobe e sembra più vulnerabile che mai, pur con una delle leggi più restrittive sul porto d’armi in Europa. Il popolo tedesco non deve essere lasciato solo nella lotta contro i fanatismi e la radicalizzazione, sia di gruppi e partiti come del dibattito politico. Molti passi indietro si registrano anche nei Balcani, ma il fatto che prendano piede con una tale intensità fin dentro il cuore dell’Europa, la Germania, deve far prendere una posizione forte e decisa da parte dell’Unione Europea in termini di difesa dei diritti e promozione dell’uguaglianza, della dignità, di lotta contro le disuguaglianze, ridando vero valore al principio democratico europeo. Questo l’Europa può fare per combattere alla radice gli attacchi come quello di Hanau. Questo deve farci pensare come cittadini europei, perché attraverso la valorizzazione della persona e la promozione della democrazia e del dialogo si mantenga la promessa: “Never again!”.

Autore: Gabriele Faccio