La manovra è sporca di nutella

La manovra italiana è stata al centro di un forte dibattito tra Italia ed Europa per la sua sostenibilità. Ma che la sua debolezza sia dovuta proprio alla scarsa credibilità di chi l’ha proposta?
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In realtà è un buco nel bilancio. Quello che scotta di più in realtà è soprattutto la credibilità bruciata in questo tentennante scontro celodurista con l’Unione Europea.

Premessa: si risparmia il bestiario quotidiano per rispetto della sanità mentale del lettore. Seconda premessa, per contraddire la prima: no, la povertà non è stata abolita. Molto si potrebbe dire riguardo a tutto il processo che ha portato a questa finanziaria, un caso che farà scuola. Innanzi tutto, l’aspetto politico della vicenda: l’Italia da questo tira e molla ne è uscita fortemente indebolita, isolata e ridimensionata. Chi lo nega pecca di faziosità. Nessun paese né partito europeo ha espresso piena solidarietà e supporto al governo. Non gli alleati sovranisti di Salvini, i quali hanno tutti criticato l’eccessivo deficit – dai tedeschi dell’AFD, passando per Kurz fino ad Orban. Neppure gli alleati dei 5 stelle in Europa si sono espressi, ma semplicemente perché non ce ne sono. Quest’ultimo aspetto è parecchio avvincente, dal momento che il vicepremier giallo va da mesi delirando di fantomatiche forze che rovesceranno l’establishment europeo. Un po’ come nella scena iper-parodiata del film “La caduta”, con Hitler chiuso nel suo bunker che sposta sulla mappa divisioni che non esistono. Ma il vicepresidente verde sembrerebbe non essere da meno: dall’alto di un 17% preso alle elezioni passa indiscrezioni ai giornali su una sua candidatura alla commissione europea. Invece il vicepremier Conte, reduce da due stagioni in chiaroscuro alla guida del Chelsea, si prodiga per tutti questi mesi insieme al ministro Tria per riportare i due premier alla ragione. Scusate non è vero, questa era la narrazione dei giornaloni, ma a parte qualche irriducibile commentatore peone non ne parla più nessuno.

A proposito di irriducibili ultimi samurai, tutt’oggi Fubini&co resistono asserragliati in qualche isola del pacifico a combattere ancora la realtà: il presidente della Camera Fico rappresentato come asse della ragione tra 5 stelle – Quirinale – Europa è ormai surrealismo da Pravda. Tuttalpiù alla luce di quanto avvenuto istituzionalmente durante la gestazione della manovra. Approvata nelle ultime settimane dell’anno in fretta e furia, senza alcun passaggio né discussione parlamentare. A scatola chiusa. Abbandonando le polemiche per un momento bisogna sadicamente notare che questo rush finale è stato causato dalla estenuante trattativa tra governo e Commissione, per limare la folle manovra. È il primo caso di una manovra scritta fisicamente a Bruxelles, dopo anni di propaganda grilloleghista basata sulla sudditanza italiana agli euroburocrati. Si spera almeno sia stata scritta in italiano ma è improbabile sia avvenuto. Come sia possibile venderlo come un successo nazionale-nazionalista sono in grado di spiegarlo solo loro e la redazione della Verità.

Eventualmente sarebbe stato più saggio – modesta opinione – intavolare trattative, dialogare con tutti gli attori sullo scenario europeo per cercare seriamente di cambiare le regole comuni. Ciò che i sovranisti – guidati dai loro Generali Tentenna – peccano è di una strategia scevra dalla propaganda, che punti a risolvere i problemi dell’Italia che non sono più alle dipendenze del paese, ma riguardano il continente tutto. Invece si è preferito cercare di mangiare lo spread a colazione. Per poi fallire e finire a postare la colazione con la nutella, sia mai qualcuno si accorga che l’Italia sta per entrare in recessione nuovamente.

Autore: Filippo Pasquali