Bartek, artista e attivista cosmopolita

Anche Bartek, amico e collega di Megalizzi, ha perso la vita nell’ attentato di Strasburgo. Due fiamme che si sono spente nel segno dell’ Europa sono due motivi in più che devono far diventare la nostra idea di Europa un qualcosa di fisico e concreto, a partire da subito. Di seguito, le parole di un amico per ricordarlo.
Articolo pubblicato sul numero 6/2018 de “L’unità Europea”
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La sera stessa, dopo aver saputo che Bartek era stato coinvolto nell’attentato di Strasburgo, ho contattato una nostra comune amica che vive a Strasburgo. Mi disse che le sue condizioni erano disperate. Ho provato una tristezza infinita.

L’ho conosciuto nel 2011 durante il Servizio volontario europeo al Foyer de l’Etudiant Catholique (FEC), residenza universitaria non molto distante dai luoghi dell’attentato. Bartek era molto attivo, stava imparando otto lingue (tra cui l’italiano). Le lingue non erano però la sua unica passione. Conduceva altre attività nell’associazionismo e nella scena musicale strasburghese. Il suo dinamismo e la sua curiosità ci lasciano un’eredità culturale e umana degna di nota.

Ricordo i nostri dibattiti che spaziavano dalla musica alla politica. Come quando cercò di convincermi, senza successo, che Mélenchon potesse rappresentare, in Francia, le sue posizioni pro-Europa e molto progressiste. Ci siamo incontrati l’ultima volta, per caso, in un piccolo negozio di libri usati, non lontano dal museo d’arte moderna di Strasburgo. Era un appassionato lettore e collezionista di libri vecchi.

Bartek aveva una natura splendida e lo dimostrano anche le sue azioni durante l’attentato. Lui e Megalizzi sono riusciti a rallentare l’attentatore, salvando così altre vite. Mi piace pensarli come due eroi europei. Le mie riflessioni sulla morte e la perdita di Bartek hanno riportato alla mente dei pensieri di amici. Quel giorno a Strasburgo potevo esserci anch’io, con le persone che amo. Si deve andare avanti lo stesso.

Un mio amico ha scritto qualche giorno prima dell’attentato che “democrazia e liberalismo in un mondo di 7 miliardi di abitanti, interconnesso economicamente, vuol dire meno sicurezza personale, identitaria, economica. Se la gente vuole sicurezza rinunci alle prime due o al resto”. Anche se l’Europa si evolvesse in senso federale, non cancellerebbe la questione della sicurezza internazionale. Chiudersi a riccio nei nostri stati nazionali e rinunciare alla nostra libertà di movimento per una parvenza d’illusoria sicurezza! Non credo che Megalizzi e Bartek avrebbero auspicato una soluzione di questo genere. Le loro morti possono essere riempite di senso solo riscattandone le idee e la tenacia che ci hanno lasciato. Erano consapevoli che per vincere la guerra al terrorismo bisogna restare uniti in un Europa libera e federata.

Caro Bartek, ovunque tu sia ti auguro buona fortuna. Noi continueremo a lottare anche per te! Un giorno ci rivedremo e ti porrò domande che anni fa non avrei neanche immaginato.

Autore: Luca Alfieri