Rubrica Erasmus: Bergen (Norvegia)

L’ultimo articolo pubblicato di seguito per il numero di novembre di “Eureka!” è dedicato come sempre alla rubrica Erasmus: quale miglior spinta per un giovane verso il voto delle europee?
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Ci sarebbe molto da dire riguardo ad un Erasmus, esperienza simile alle altre ma al contempo particolare e contraddistinta a quella di innumerevoli altri studenti Erasmus, che ogni anno si riversano a migliaia sulle strade europee, scambiandosi di posto per un tempo che resterà indimenticato, ancor prima che indimenticabile.

Ma veniamo a noi, la location prima di ogni altra cosa vi potrà dire molto sulla mia esperienza, ed essa fu Bergen, in Norvegia. Una metà stupenda dove poter vivere sei mesi della propria vita, anche inusuale per certi versi, vi assicuro infatti che arrivare la sera del 3 gennaio all’aeroporto di Bergen non aiutò a farsi una buona prima impressione del luogo che sarebbe divenuta case mia nei mesi seguenti.

Bergen è una città piovosa, tra le più piovose d’Europa secondo le statistiche, ma io fui fortunato e al mio arrivo trovai la neve ad aspettarmi, e il ghiaccio. Tanto ghiaccio che, lastricando l’asfalto, poteva trasformare una breve passeggiata in una marcia biblica.

Le mie ragioni per scegliere un clima così inospitale per viver la mia prima esperienza all’estero furono due. La prima fu molto stupida ma ebbe la sua importanza, la chiarezza del sito dell’università norvegese infatti mi colpì subito piacevolmente, dal sito traspariva un’impostazione trasparente ed ordinata della società norvegese, dove stavo per calarmi e devo dire che tale prima impressione fu poi ampiamente confermata. I primi giorni mi trovai a dover sistemare tutte le faccende burocratiche che la situazione richiedeva e ogni ufficio norvegese mi accolse con una gentilezza ed efficienza tale da farmi innamorare del paese scandinavo.

La seconda cosa che mi spinse era l’idea di un paese estremo, estremamente a nord, non così estremo nelle temperature a dir la verità, ma estremamente accogliente. Ecco cosa ho amato della Norvegia, l’accoglienza e l’educazione dei suoi abitanti, certo il norvegese può sembrare a volte introverso e non poi così desideroso di socializzare, ma tra Erasmus la socializzazione non era un problema. Insomma la Norvegia rappresentava una sfida e io non vedevo l’ora di lanciarmici.

Una delle cose per cui mi feci trovare leggermente impreparato fu l’abbigliamento tecnico che in Norvegia, oltre ad essere essenziale, va anche di moda. Lo stare insieme a Bergen veniva condotto per locali la sera, o negli appartamenti di qualche sfortunato, il quale si sarebbe trovato ad ospitare un meeting che avrebbe lasciato uno status di pulizia a tratti opinabile. Di giorno invece si si stava insieme facendo escursioni: la Norvegia è fatta per essere esplorata in hiking tra la natura spesso incontaminata.  Il sole, poi, rappresentava uno squillo di tromba che invitava ogni forma di vita a Bergen a lanciarsi nei boschi rigogliosi, e tutto ciò rendeva un abbigliamento tecnico indispensabile, visto che per i Bergensi non esiste un brutto tempo ma solo un pessimo equipaggiamento.

La Norvegia ha pure i suoi tratti drammatici, come il costo della vita, che spinge ogni studente non norvegese a lavorare molto sul principio di economia delle risorse; tuttavia il clima, le persone, il modo in cui la vita in Norvegia è vissuta rendono l’Erasmus norvegese un’esperienza che difficilmente, nel bene e nel male, potrò scordare.

In Norvegia ho visto posti incantati, ho ammirato l’aurora boreale spandersi su un cielo artico incoronato di stelle, ho visto notti quasi scomparire per lasciare spazio alla luce del dì, ed ho conosciuto visi e persone che sempre porterò nel cuore.

L’Erasmus mi ha arricchito di vita, non solo mi ha insegnato come si sta al mondo e soprattutto in un mondo diverso, ma mi ha anche fornito un bagaglio anche tecnico che mi ha ampliato le prospettive per il futuro. Andateci in Erasmus: a dispetto delle critiche che sentirete ne vale la pena, qualsiasi sia la sorte a cui andrete incontro al rientro; molto probabilmente diverrete fuori corso ma non temete, siamo fatti per vincere ogni sfida. And listen to me: do it!

 

Autore: Alberto Moro