Eureka! – Novembre 2018 – Editoriale

Con la fine del 2018 arriva anche l’ultimo numero dell’anno della nostra rivista “Eureka!”; sono anche gli ultimi mesi di mandato per il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, e in vista delle elezioni europee di maggio 2019 sarà un periodo cruciale per il futuro dell’Europa. In questo numero proponiamo numerose riflessioni e spunti sulla scena politico-economica attuale, oltre a varie rubriche; cominciamo, come sempre, dall’Editoriale.
(Tutte le nostre attività e iniziative sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/GfeSezVerona/?fref=ts)

 

Mancano ormai solo sei mesi all’inizio delle elezioni europee. Poco dopo le elezioni scorse, appena dopo essere stato nominato, il Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker disse che la legislatura 2014-2019 sarebbe stata “l’ultima spiaggia” per l’Europa. Se valutiamo questa considerazione alla luce di alcuni dei principali fatti politici avvenuti negli ultimi cinque anni, potrebbe sembrare naturale affermare che l’ultima spiaggia ha portato a prospettive di naufragio e non di un nuovo promettente approdo. Pensiamo ai tragici attentati terroristici di 2015 e 2016 (Charlie Hebdo, Bataclan, Nizza e molti altri), al referendum su Brexit del 23 giugno 2016, all’ascesa dei nazionalismi in quasi tutti i Paesi europei.

Non è tutto però. Nel frattempo, l’economia europea nel suo complesso ha ripreso a crescere. In Francia, è stato eletto un Presidente della Repubblica che ha celebrato il voto con l’inno europeo e, degli altri principali Paesi dell’Eurozona, anche Germania e Spagna restano molto saldamente ancorate al progetto europeo. Diverse manifestazioni di piazza si sono tenute a favore dell’Europa: il 25 marzo 2017 a Roma, quando le mobilitazioni coordinate dai federalisti hanno superato di sei/sette volte, per partecipazione, l’insieme dei vari cortei nazionalisti; il 13 ottobre a Berlino, con più di 200 000 persone in piazza contro i nazionalismi; il 20 ottobre scorso a Londra, quando quasi 700 000 hanno sfilato a Westminster contro la Brexit (e, al momento in cui scriviamo, nulla è certo riguardo a un accordo su Brexit).

Nel complesso, quindi, potremmo dire che l’attenzione nei confronti del progetto europeo negli ultimi cinque anni è aumentata esponenzialmente, che gli schieramenti sulla questione Europa sono sempre più folti. Sia quello di chi vorrebbe una maggiore integrazione europea sia quello di chi vorrebbe smantellare l’Ue. Le elezioni europee del 23-26 maggio 2019 saranno perciò un momento chiave per decidere la strada da intraprendere. Le famiglie partitiche europee si stanno preparando all’appuntamento.

Il Partito popolare europeo, di orientamento di centro-destra, ha nominato Manfred Weber come suo candidato alla Presidenza della Commissione. Iscritto alla Csu, il partito bavarese alleato della Cdu di Merkel, Weber sostiene che il Ppe debba cercare un compromesso con le forze europee più conservatrici, come anche la Lega di Salvini. Invece, il Partito socialista europeo ha nominato come proprio candidato di punta alla Commissione Frans Timmermans, olandese, attualmente primo Vice-presidente della Commissione. In forte evoluzione è la situazione nel campo liberale/centrista, dove l’Alde ha approvato un manifesto, ma non un candidato per la Commissione, e En Marche di Macron cerca di stringere alleanze più vaste dell’Alde coinvolgendo vari partiti europei, per formare un’ampia piattaforma pro-europea.

Molte cose possono comunque ancora succedere nei prossimi sei mesi. In questo contesto, una cosa è certa: l’Europa è sempre più sola. Il Presidente degli USA Trump non perde occasione per denigrare l’Ue; la Russia di Putin non manca di far sentire la propria influenza; leader nazionalisti si affermano anche in altri Paesi nel mondo, come Bolsonaro in Brasile. L’Europa deve dunque decidere il proprio destino: o rilanciare il processo di integrazione europea per affrontare queste cruciali sfide o andare alla deriva, e cimentarsi con i marosi di questi tempi guidando 27 piccole imbarcazioni nazionali. Ai cittadini europei la scelta.

 

Autore: Gianluca Bonato