Conosciamo i federalisti europei: Victor Hugo (1802-1885)

Quarta puntata della rubrica “Conosciamo i federalisti europei”, in cui raccontiamo la biografia di alcuni famosi federalisti! Tratto dal numero di “Eureka!” di maggio.
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Victor Hugo è sicuramente noto a tutti come padre del romanticismo francese, ma forse non tutti sanno che egli fu anche un appassionato politico sostenitore degli Stati Uniti d’Europa.

L’idea di Stati uniti d’Europa che Hugo espresse la si può comprendere solo sullo sfondo della fragile balance of powers che regnava in Europa nel XIX secolo e che lo scrittore visse in prima persona: una serie di guerre tra Francia e Germania, l’esilio di Hugo sulle isole della Manica per la sua opposizione a Napoleone III, la sanguinosa annessione tedesca dell’Alsazia e della Lorena dopo la guerra del 1870/1871 e, infine, la partecipazione di Hugo al difficile decollo della nascente Terza Repubblica francese. In un’epoca così drammatica, Victor Hugo anelasse cercò la pace e la democrazia in Europa come soluzione al caos. In occasione della conferenza di pace di Parigi, che si svolse alla metà del XIX secolo, lo scrittore illustrò la sua visione degli Stati Uniti d’Europa con queste parole:

“Verrà un giorno in cui le armi vi cadranno dalle mani; verrà un giorno in cui la guerra vi sembrerà tanto assurda, tanto impossibile fra Parigi e Londra, fra San Pietroburgo e Berlino, fra Vienna e Torino, quanto non lo sia oggi fra Rouen e Amiens, fra Boston e Filadelfia. Verrà un giorno in cui voi – Francia, Russia, Italia, Inghilterra, Germania – tutte le nazioni del continente senza perdere le vostre qualità distinte e la vostra gloriosa individualità, vi fonderete in modo stretto in un’unità superiore, formerete in modo assoluto la fraternità europea […].

Verrà un giorno in cui non vi saranno campi di battaglia al di fuori dei mercati che si aprono al commercio e degli spiriti che si aprono alle idee. Verrà un giorno in cui le pallottole e le bombe saranno sostituite dai voti, dal suffragio universale dei popoli, dal venerabile arbitrato di un grande senato sovrano che sarà per l’Europa ciò che il Parlamento è per l’Inghilterra, ciò che l’assemblea legislativa è per la Francia! Verrà un giorno in cui esporremo i cannoni nei musei sorprendendoci di ciò che è avvenuto in passato. Verrà un giorno nel quale l’uomo vedrà questi due immensi insiemi, gli Stati Uniti d’America e gli Stati Uniti d’Europa, posti l’uno di fronte all’altro, tendersi la mano al di sopra dell’oceano, scambiare fra loro merci, prodotti, artisti, scienziati […]. Non ci vorranno quattrocento anni per vedere quel giorno poiché viviamo in un tempo rapido”.

L’idea di Victor Hugo di Stati Uniti d’Europa era prima di tutto una visione di pace. Era anche una visione di democrazia, come dimostrano le sue proposte di un suffragio universale e di un grande parlamento per l’Europa. Infine Victor Hugo espone a chiare lettere un obiettivo fondamentale, un tema che mi sta particolarmente a cuore: ossia la necessità per le nazioni d’Europa di unirsi in una comunità superiore, una fratellanza più ampia, senza perdere le loro qualità distinte e la loro gloriosa individualità. Il motto dell’Unione, “Unita nella diversità”, compare già nel discorso di Victor Hugo.

Nonostante questi annosi auspici di Hugo, la strada verso gli Stati Uniti d’Europa è ancora lunga e impervia, ma, per usare le parole del grande Altiero Spinelli, “deve essere percorsa, e lo sarà!”.

 

Autore: Umberto Marchi