Conosciamo i federalisti europei: Immanuel Kant (1724-1804)

Concludiamo la pubblicazione degli articoli di “Eureka!” con la rubrica dedicata ai federalisti europei: oggi parliamo di Immanuel Kant, uno dei pensatori più influenti della sua epoca.
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Terza puntata della nostra nuova rubrica “Conosciamo i federalisti europei”, in cui raccontiamo la biografia di alcuni famosi federalisti!

“La contraddizione consiste nel fatto che gli Stati, al loro interno, prescrivono ai cittadini ciò che non riconoscono nei rapporti internazionali: la legalità”
“Nel contesto internazionale, infatti, il diritto si converte nella prescrizione e indirettamente nel culto della forza […]”
“[…] uscire dallo stato eslege di barbarie ed entrare in una federazione di popoli, nella quale ogni Stato, anche il più piccolo, possa sperare la propria sicurezza e la tutela dei propri diritti non dalla propria forza o dalle proprie valutazioni giuridiche, ma solo da questa grande federazione di popoli, da una forza collettiva e dalla deliberazione secondo leggi della volontà comune.”

(Kant, Idea di una storia universale dal punto di vista cosmopolitico, 1784)

Ma qual è il pensiero di Kant, in breve?

Secondo Kant, l’uomo ha una duplice natura: è istinto e ragione. In quanto essere naturale, l’uomo agisce in base allo stimolo dei propri bisogni e nel fare ciò entra necessariamente in conflitto con gli altri individui. In quanto essere razionale, l’uomo introduce una finalità nella storia: la costruzione di una società nella quale il diritto permetta di comporre pacificamente tutti i conflitti e di espellere la violenza da tutte le relazioni sociali, anche quelle internazionali. L’istituzione che può assicurare il perseguimento di questo obiettivo è la Federazione mondiale (NB: anche i federalisti europei del XX secolo concepiscono la federazione europea come primo passo verso una pacificazione mondiale: l’Europa in quanto epicentro di due conflitti mondiali necessità quanto prima di essere strutturata in modo tale da impedire qualsivoglia ricorso futuro alle armi, di una federazione per l’appunto).
Nella storia coesistono dunque necessità e libertà. La storia naturale dell’umanità (dominata dalla violenza sociale e politica) prepara una situazione nella quale gli uomini traggono dall’esperienza della distruttività dei conflitti (in primo luogo della guerra) la spinta a costruire la pace, la quale è la condizione per realizzare la libertà e l’uguaglianza di tutti gli uomini. Kant precisa che nessuna Costituzione può essere perfetta finché il genere umano non sarà governato da una Costituzione mondiale. Prima che sia raggiunto quel traguardo, i singoli governi saranno costretti dalla ragion di Stato a esercitare rapporti di forza con i governi degli altri Stati e ciò li spingerà a privilegiare la sicurezza a spese della libertà.
La politica nel senso più alto della parola è l’attività che ha lo scopo di migliorare le sorti della condizione umana. È, in altri termini, il veicolo del processo di civilizzazione, la cui essenza consiste nella pacificazione di gruppi umani sempre più ampi attraverso l’affermazione di meccanismi costituzionali per regolare i conflitti con il diritto ed eliminare l’uso della violenza dalle relazioni sociali. L’uomo diventa più civile nella misura in cui la ragione, con l’ausilio dei meccanismi automatici delle istituzioni politiche, governa gli istinti, facendo prevalere la sua seconda natura razionale.

 

Autore: Umberto Marchi