Eureka! – Febbraio 2018 – Editoriale

Nel pieno della campagna elettorale è stato pubblicato il nostro nuovo numero della rivista “Eureka! – Giovani universitari per la Federazione Europea”, ricco di analisi, approfondimenti e spunti di riflessione riguardo le elezioni appena concluse. Premettendo che tutti gli articoli sono stati scritti prima dell’esito del voto, vi invitiamo da subito a entrare nel vivo delle nostre discussioni, cominciando come sempre dall’ articolo del nostro editorialista che, con un’ introduzione romanzata, ci inoltrerà nel vivo della lettura di questo numero!
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Le prime righe di un noto racconto di Landolfi iniziano con un aggettivo particolare, importante ai fini della storia che si voleva narrare. Esso restituisce l’atmosfera cupa e gretta che pesava sulla vita di un quartiere di una provincia italiana ai tempi del fascismo. Dove caseggiati grigi e tutti uguali s’incolonnavano in serie anonime, dove le case popolari, tirate su alla meno peggio, si affacciavano in prospettive geometriche con volti rassegnati. Dove le vie, poi, avevano nomi roboanti, come via dell’Indipendenza, e sbucavano in piazze con nomi anch’essi roboanti, come piazza Cavour. A contrasto con quella retorica esibita, le stesse piazzette erano abitate solamente da qualche intristita pianta tropicale. L’aggettivo in questione è “scuorante”.

E vedendo il panorama politico italiano degli ultimi mesi, per un certo verso, al cronista fedele soltanto ai comandamenti di Madonna Verità, un aggettivo così gli farebbe comodo inserirlo, senza pagar dazio di accuse di pedanteria, in qualche suo articolo, magari en passant, chiudendo per un attimo gli occhi. Egli forse potrebbe iniziare così il medesimo articolo: “In un Paese scuorante dell’Europa mediterranea andava in scena una tornata elettorale. Politici scuoranti si aggiravano come lemuri nei salotti televisivi spiegando che una tassazione giusta, equa e santa era quello che ci voleva per rimettere in carreggiata il Paese. E la spiegavano in molti, seriosi e compunti, una riforma fiscale su misura degli italiani. Una marea montante di politici, alcuni usciti da chissà dove, altri onnipresenti nella vita dei cittadini che fingevano di vedersi per la prima volta, che fosse per loro una sorta di primo appuntamento, una marea che s’ingrossava sempre più in vista delle spiagge 4 marzo, dove i pochi bagnanti ancora prendevano un sole pallido pallido”.

Che non sia giusto poi di fare di tutta l’erba un fascio, questo lo giudicheranno e vidimeranno gli elettori nelle cabine elettorali, nelle sue segrete stanze, occhi e penna o matita puntati sul partito/movimento o lista da mettere in croce per le sue proposte e programmi. Ad alcuni forse parrà di recitare una sorta di “mea culpa”, altri tratterranno il fiato fino al momento della consegna della cartella, altri ancora, più gioiosi, imbalsameranno il momento eroico della “x” con un selfie. Gli uni e gli altri, comunque, si accuseranno a vicenda o penseranno male del compagno di cabina. Chi abbia poi ragione o torto, la linea di demarcazione la detta la realizzabilità dei programmi dei partiti, e dei loro progetti per il futuro. O forse neanche la realizzabilità. Meglio la concretezza di questa cosa o dell’altra, sì, perché poi, se i conti devono quadrare, ed è meglio che quadrino, è giusto togliere qua e mettere là, cosi tutto torna, non vedi? Ma anche la concretezza è talvolta foriera di sinistri eventi, e ciò che sembrava giusto, perché saldo nei suoi propositi, può in un attimo essere spazzato via da una scopettata più energica delle altre, e pure la calcolatrice può perdere la testa dietro la sfilza dei decimali da inseguire.

Una vera linea di divisione tra diversi indirizzi di politica, allora, la può fornire uno sguardo sul lungo termine. Ma che venga da lontano. Che sorvoli in un lampo la catena degli evi sonnecchianti, e in un tracciato parabolico segni, atterrando, un punto visibile, da raggiungere. La sfida da molti paesi europei è già stata lanciata, dai più coraggiosi forse. Questi sono Francia e Germania, e vogliono una riforma dell’Eurozona per un’Europa più forte. Adesso è il turno dell’Italia. Ma le settimane corrono, non c’è molto tempo, e già si alzano lingue di nebbia che offuscano la vista.

 

Autore: Salvatore Romano