La Bce accende la miccia a una bomba da 1000 miliardi

Nel quarto articolo del numero di ottobre di Eureka! parliamo di finanza e banche italiane; dopo la grave crisi economica del 2008 l’Europa ha saputo rialzarsi, trascinata soprattutto da politiche economiche vincenti da parte della Banca Centrale Europea. Al momento la situazione sui mercati pare abbastanza tranquilla, ma siamo sicuri di non essere di fronte a un nuovo trend negativo…?
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Da mesi sembra che nel settore bancario italiano, dopo una serie di default, le acque si siano placate. Ma è veramente così? Recenti news dall’ambiente rivelano invece una crescente preoccupazione per il divenire. I segnali sono eloquenti: da aprile gli acquisti di titoli di stato/BTp da parte delle banche italiane sono cresciuti esponenzialmente, raggiungendo quota 400 mld di euro. Segna l’inversione di un trend positivo iniziato nel 2016, quando la ripresa economica trascinò con sé le performance bancarie, ora più bendisposte ad allentare i lacci della borsa vendendo titoli. Dal momento però che la situazione si è ribaltata, la spiegazione più plausibile è che gli istituti si aspettino un riaggravamento della situazione finanziaria e sono dunque spinte ad aumentare la propria sicurezza, a scapito del credito. Va ricordato che la crisi dei Non Performing Loans (NPL), ovvero i prestiti deteriorati, è tutt’altro che risolta. Stime più recenti fotografano una situazione traballante: le sole banche italiane detengono circa 300 mld di crediti che non saranno più rimborsati, circa il 30% in Europa. Un ordigno a pressione pronto ad esplodere alle prime turbolenze.

In questa cornice si inserisce la BCE, scompigliando le carte. Prima però un’altra rapida premessa: da anni il settore creditizio è distorto da politiche economiche non convenzionali (Quantitative Easing, 2015) in aggiunta a regolamenti deformanti (Solvency II, 2009). Il risultato è stato una progressiva alterazione dei rendimenti finanziari, peggiorando la situazione degli istituti di credito europei (emblematico il caso “Anomalia Bund” a rendimenti negativi). Il mercato delle rendite è dunque drogato dall’intervento monetario della BCE.

Completato il quadro, ecco le ultime novità di cui si accennava sopra. Il 4 ottobre, l’Organismo di Vigilanza della BCE (Ssm), ha fatto circolare un documento per aprire una consultazione sulla redazione di linee guida per la gestione futura dei NPL. Tra queste, la più controversa riguarda l’obbligo per le banche dell’eurozona di coprire gli NPL con una quota di capitale pari al loro ammontare. Tradotto: vista l’impossibilità di abbattere i crediti marci nel breve termine, si chiede agli istituti di mettere in sicurezza il proprio bilancio ricapitalizzandosi in modo tale da essere al sicuro da eventuali bufere. Chiaramente la notizia ha sortito un effetto esplosivo dalle nostre parti. Le richieste sono al di fuori della disponibilità italiana, dove attualmente il tesoretto accantonato è mediamente pari al 60% circa dei propri NPL. Trovare il restante 40% in tempi brevi è uno scenario agghiacciante per tutti. In Europa si stima siano in circolazione una cifra di NPL pari a 1000 mld di euro, secondo i più recenti studi della BCE. Per pareggiarli le banche si vedrebbero costrette a tesaurizzare a ritmi massicci, sacrificando investimenti e prestiti.

In Italia si è subito cercato di prendere tempo. “No a battaglie di principio” ha sostenuto il governatore di Bankitalia Visco. A stretto giro Padoan: “sugli Npl serve chiarezza e gradualità”. Tutti attendono l’apertura del tavolo di discussione ad inizio dicembre per cercare di modificare l’addendum. A loro si è aggiunto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, con una lettera indirizzata direttamente alla presidente dell’Organismo di Vigilanza, Daniele Nouy, additandole un travalicamento in competenze altrui. Di fronte alle reazioni, Mario Draghi si è preoccupato di smorzare i toni, per scongiurare reazioni negative ai listini, organizzando una serie di faccia a faccia in vista delle trattative per dialogare con le parti. Per ora la situazione è in stallo, ma solo rimandata al secondo round.

 

Autore: Filippo Pasquali