Eureka! – Ottobre 2017 – Editoriale

Torna la nostra rivista “Eureka! Universitari per la Federazione Europea”, con il nuovo numero di ottobre. Tante le tematiche che come sempre vengono affrontate, piene di spunti e riflessioni; si avvicina la fine di un anno ricco di avvenimenti importanti che hanno in qualche modo segnato l’Europa (e il mondo), ma al tempo stesso sta per cominciare un 2018 ricco di sfide e appuntamenti chiave per il futuro. Una piccola fotografia temporale nel seguente articolo del nostro editorialista…
(Tutte le nostre attività e iniziative sulla pagina Facebook https://www.facebook.com/GfeSezVerona/?fref=ts)

 

Il 2017 passerà probabilmente alla Storia come un anno cruciale nella formazione degli Stati Uniti d’Europa. Formazione o definitiva distruzione. Ad oggi sono già molti gli ostacoli che si sono presentati sul cammino dell’integrazione.

Alcuni problemi sono francamente costanti, ritornano ogni anno, dovuti a difetti strutturali dell’odierna Unione, già spesso e ampiamente dibattuti ma mai veramente affrontati con determinazione: parliamo della gestione dei flussi migratori, che ogni estate mette alle corde i rapporti tra gli Stati membri e porta alla luce egoismi nazionalisti e spinte populiste sempre più forti e pericolose; parliamo dell’instabilità economica, che continua ad essere affrontata con manovre e soluzioni individuali da parte dei singoli Governi, in assenza di una gestione sovranazionale degna di nota.

Quello che però è cambiato, rispetto agli anni scorsi, è che molte che sembravano solo sterili ed inattuabili minacce sono ora diventati veri e propri segni di sgretolamento dell’Europa. Se infatti, da un lato, si è scelto un atteggiamento, giusto, di durezza nei confronti della Gran Bretagna e della Brexit, non andando a supplicare nessuno ma mantenendo una posizione forte, d’altro canto è innegabile che perdere un tassello come il Regno Unito rappresenti una sconfitta nel progetto e nel sogno dei Padri Fondatori.

Ora stiamo assistendo, in Spagna, a quella che può rappresentare un’altra pericolosa pagina nella saga del disfacimento dell’Unione europea. Sia chiaro: non solo per la scelta della Catalogna di proclamare un’indipendenza che ha dei tratti al limite dell’inverosimile, ma anche per la reazione del tutto inappropriata ed impreparata dello Stato spagnolo, che ha mostrato tutta la sua debolezza ed inadeguatezza nel gestire la tensione.

È tuttavia un errore classificare questa presa di posizione del popolo catalano come mera miopia politica, come follia. Se migliaia di cittadini, insoddisfatti del loro Stato, anziché cercare di spingere per una maggiore presenza e forza a livello continentale, desiderano rinchiudersi dentro confini sempre più ristretti, significa che la mancanza di fiducia verso Bruxelles è a livelli davvero allarmanti e non più trascurabile.

L’atteggiamento, da parte delle forze europeiste, da parte di molti europeisti fortemente convinti e attivi e da parte dei Governi più illuminati, è spesso quello di etichettare queste crisi come assenza di lungimiranza di una parte di popolazione e di alcune forze politiche, salvo poi indicare in post scriptum come un piccolo ruolo lo abbia anche l’inadeguatezza europea.

Oggi dobbiamo invece fermarci un attimo a riflettere, perché se le spinte divisioniste provengono da più lati, da più popolazioni e da Paesi diversi, non può essere un’epidemia dilagante di chissà quale forma di follia la causa.

Ai cittadini britannici, ai cittadini spagnoli, a tutti i cittadini europei in difficoltà e disillusi dal sogno europeo va dato un segnale forte, immediato e deciso. Non si può più chiedere fiducia in cambio di nulla, bisogna dimostrare di meritarla e di saperne fare un utilizzo intelligente e lungimirante.

Tutto ciò va fatto ora, va fatto con decisione, altrimenti la novella che ai posteri racconterà la formazione degli Stati Uniti d’Europa diventerà presto un terribile racconto dell’orrore, che piace sì, ma solo sugli schermi cinematografici.

 

Autore: Filippo Sartori