Rubrica Istituzioni: Consiglio dell’Unione europea

epa04456094 An exterior view of the European Parliament and flags in Strasbourg, France, 21 October 2014. EPA/PATRICK SEEGER

Concludiamo la pubblicazione degli articoli del numero di Eureka di maggio con la rubrica dedicata alle istituzioni europee; oggi parliamo del Consiglio dell’ Unione Europea. Cogliamo l’occasione per ricordarvi, oltre che l’arrivo imminente del prossimo numero di Eureka a luglio, anche l’incontro sulla crisi migratoria con tanto di dibattito che avrà luogo alla Casa d’Europa mercoledì 12 luglio (link qui: https://www.facebook.com/events/251417202020175/?acontext=%7B%22ref%22%3A%223%22%2C%22ref_newsfeed_story_type%22%3A%22regular%22%2C%22feed_story_type%22%3A%22117%22%2C%22action_history%22%3A%22null%22%7D). Per rimanere aggiornati su tutte le nostre attività e iniziative ci trovate su Facebook: https://www.facebook.com/GfeSezVerona/.

 

Nel 1958 viene istituito il Consiglio della Comunità economica europea, conosciuto oggi come Consiglio dell’Unione europea o, altresì, semplicemente Consiglio, avente sede a Bruxelles.
È di preliminare importanza sottolineare come il medesimo non vada confuso né con il Consiglio europeo (organo dell’UE che riunisce i capi di Stato o di governo degli Stati membri, col fine di delineare in senso ampio le direttrici politiche dell’Unione) né con il Consiglio d’Europa (organizzazione internazionale, distinta dalle istituzioni dell’UE).
Premesso ciò, il ruolo di tale istituzione può essere sintetizzato in tre punti fondamentali (ex art. 16 TUE):

  • dare voce ai governi dei Paesi dell’UE, creando uno spazio di dialogo e confronto in merito alle innumerevoli politiche di interesse europeo (che posso spaziare dall’Economia alla Sanità, alla Giustizia e Affari Interni ecc.);
  • esercitare, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e la funzione di bilancio;
  • coordinare le politiche dell’UE alle condizioni stabilite nei trattati.

Nel Consiglio dell’Unione Europea non siedono membri permanenti, bensì i ministri di governo degli Stati membri competenti per materia: il Consiglio, infatti, si riunisce in dieci diverse configurazioni, ognuna delle quali corrisponde al settore politico oggetto di discussione, perciò, a seconda di tali configurazioni, i ministri chiamati a rappresentare il Paese di provenienza saranno diversi (ad esempio, al Consiglio “Affari economici e finanziari” – Consiglio ‘Ecofin’ – partecipano i ministri delle Finanze di ciascun Stato).
Tutte le riunioni del Consiglio sono presiedute dal ministro competente del Paese che in quel momento esercita la presidenza di turno dell’UE. Tuttavia, vi è una eccezione costituita dal Consiglio Affari esteri, il quale ha un presidente permanente: l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE (carica ricoperta, attualmente, da Federica Mogherini).
La coerenza generale dei lavori del Consiglio è assicurata dal Consiglio Affari generali, coadiuvato dal Comitato dei rappresentanti permanenti, composto dai rappresentanti permanenti presso l’UE degli Stati membri, di cui sono in effetti gli ambasciatori nazionali presso l’Unione.
Inoltre, bisogna menzionare la particolarità dei Paesi facenti parte della cd. Eurozona. Questi ultimi, invero, coordinano le loro politiche economiche attraverso l’Eurogruppo, composto dai rispettivi ministri dell’economia e delle finanze, che si riunisce il giorno prima del Consiglio Affari economici e finanziari. Gli accordi raggiunti nelle riunioni dell’Eurogruppo sono approvati formalmente in sede di Consiglio il giorno successivo; spetta solo ai ministri dei Paesi dell’area dell’euro votare su tali questioni.
Infine, tutte le discussioni e le votazioni del Consiglio si svolgono pubblicamente. Le decisioni vengono di norma adottate a maggioranza qualificata (ossia il 55% degli Stati membri – in altri termini almeno 16 Paesi su 28 –, che rappresentino almeno il 65% della popolazione totale dell’Unione), salvo che le stesse non vengano previamente bloccate da almeno 4 Paesi (che rappresentino il 35% della popolazione totale dell’UE). Fanno poi eccezione le decisioni in materie di delicata importanza, quali la politica estera o la fiscalità, le quali richiedono il raggiungimento dell’unanimità, e tutte le questioni procedurali amministrative e procedurali che vengono adottate a maggioranza semplice.

 

Autore: Umberto Marchi