Eureka! – Maggio 2017 – Editoriale

Torna il nostro giornalino Eureka! con il nuovo numero di maggio, ricco di articoli interessanti sulla scia degli ultimi avvenimenti che ci hanno visto protagonisti: elezioni nazionali, manifestazioni del 25 marzo e molto altro. L’editoriale di questo mese tratta un riassunto del panorama internazionale per quel che concerne la situazione politica dei vari stati.
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La primavera 2017 rappresenta un momento chiave nella recente storia politica europea. In questo periodo si concentrano infatti svariati eventi che, sul piano continentale, daranno una direzione precisa agli avvenimenti del futuro prossimo.
Innanzitutto, con la lettera pervenuta al Consiglio Europeo, si avvia ufficialmente il procedimento di uscita del Regno Unito dall’UE. A destare scalpore, più che questa formalità prevista dalle procedure, sono state le successive dimissioni di Theresa May. Osservando il panorama politico britannico, tuttavia, è facile capirne le ragioni: visto il prossimo inizio delle trattative per la Brexit, ma soprattutto il vantaggio nei sondaggi, la May andrà in cerca del maggior sostegno possibile da parte delle Camere, dove attualmente non gode di una maggioranza così solida.
Buone notizie sono giunte dai Paesi Bassi, dove il rischio di una vittoria dei populisti del Pvv di Wilders è stato scacciato dal risultato ottenuto dai liberali. La vittoria di Rutte, seppur con una perdita di consensi rispetto al 2012, rappresenta dal punto di vista europeo uno schiaffo all’euroscetticismo e al pericolo di instabilità che sarebbe potuta derivarne.
Tuttavia, degli svariati appuntamenti elettorali di questo periodo, quello senza dubbio più importante, specie per le possibili ripercussioni, è rappresentato dalle Presidenziali francesi.
Al primo turno si è assistito alla vittoria di Macron, che col suo movimento En Marche! è riuscito a precedere, seppur di pochi punti, il Front National di Marine Le Pen, oramai figura di riferimento di tutto il nazionalismo europeo.
Il risultato di questo ballottaggio, che tiene col fiato sospeso tutta l’Unione, può essere fonte di nuova linfa, dando uno slancio al rinnovamento delle politiche comunitarie, così come può rappresentare un brusco, e forse definitivo, stop alla politica di integrazione comunitaria, che già di per sé prosegue a passi molto brevi e lenti. Il condizionale è d’obbligo, in quanto le recenti dichiarazioni della leader populista francese hanno mostrato una parziale attenuazione dei toni nei confronti dell’Unione, restando tuttavia profondamente critica e continuando a sventolare l’arma referendaria.
Le elezioni federali in Germania rappresentano un ulteriore banco di prova, con uno scenario molto incerto ma che non pare avere spazio per grandi minacce euroscettiche: la sfida sembra essere tra Cdu-Csu e Spd, che grazie alla candidatura di Martin Schulz, già Presidente del Parlamento Europeo e leader del Pse, sembra aver ridotto parzialmente il gap presente.
In Italia, seppur con un peso decisamente differente rispetto alle Presidenziali francesi, si sono svolte le primarie del Partito Democratico. Nonostante rappresentino la scelta del segretario di un partito, essendo il PD in questo momento l’unica fazione opposta al populismo a 5 stelle, è rilevante capire cosa intenderà fare in campo comunitario il nuovo segretario.
L’annunciata vittoria di Renzi pone da un lato un leader forte, in grado di gestire situazioni difficili con polso e autorità, ma solleva qualche perplessità legata agli atteggiamenti in politica continentale dell’ex Premier dem. Sarà importante capire quale strada deciderà di percorrere il Pd, la cui natura europeista resta comunque chiara e solida nelle sue fondamenta.
Con la fine di maggio, dunque, una larga fetta di cittadini europei potrà esprimere la propria opinione, in una tornata elettorale più che mai incentrata sulle diverse visioni in ambito europeo. Una sconfitta dei partiti euroscettici metterebbe in chiaro il volere dei cittadini, che in un periodo di instabilità internazionale cercano nell’Unione Europea un baluardo in difesa di pace e democrazia.

 

Autore: Filippo Sartori