Gli Stati Uniti d’Europa per uscire dalla crisi!

Ce lo chiede l’Europa

Nel 1088 un gruppo di giovani Europei si riunì a Bologna per studiare il diritto e cambiare il mondo.

Da quell’incontro, poco dopo, sarebbe nata la prima Università moderna e occidentale, aperta, internazionale, libera, frequentata dagli studenti di tutta Europa: una piccola rivoluzione. All’epoca, l’Italia non esisteva ancora e nemmeno l’Unione Europea, ma noi, studenti e giovani cittadini Europei, esistevamo già. Oggi come allora gli studenti viaggiano in tutto il continente per crescere e studiare, ma questa unione, questa solidarietà che dura da secoli rischia di essere compromessa. Proprio ora che il cammino verso un’unione europea è diventato il cammino dell’Unione Europea, le differenze tra gli Stati membri rischiano di diventare diseguaglianze, pericolose e disgreganti.

E così se per un giovane studente tedesco o inglese entrare nel mondo del lavoro una volta terminato il suo ciclo educativo è praticamente sicuro, per un coetaneo greco, italiano o spagnolo questo obiettivo sta diventando un’utopia. E non è solo colpa della crisi economica. Di fronte alla sfida della crisi, non solo le risposte politiche di molti Stati, ma anche quelle dell’unione sono state tardive o inefficaci. Basti pensare al cambio di rotta dal Libro Verde del 2007 che teorizzava la flexicurity come panacea ai problemi di occupazione giovanile, alla presentazione della Youth Opportunities Initiative del 2011 o agli accordi italo-tedeschi del 2012, che prevedono l’accantonamento della flessibilità per concentrarsi sul delicato passaggio scuola-lavoro.

Non fu un male, la strada è giusta, ma non è ancora compiuta: occorre fare un passo avanti. Cosa, se non una politica comunitaria che ci rappresenti farà sì che lo stesso modello sia recepito ugualmente da Greci e Danesi, e che quindi funzioni? Senza un legame più stretto sarà impossibile garantire lo stesso benessere a tutti i cittadini. E’ naturale che questa spinta venga da chi al futuro guarda costantemente, cioè dai giovani. Ancora una volta è nelle mani di chi ha ancora tutto da dare (e molto da dire) il timone per portare l’esperienza comunitaria al suo naturale approdo: gli Stati Uniti d’Europa.

Ancora una volta siamo noi a chiederlo e sì, in questo senso, ce lo chiede l’Europa. Non stiamo inventando il bisogno di un’Europa più unita, più democratica, più nazione: è nella nostra storia e nella nostra genetica, ma soprattutto è in un momento così delicato che sentiamo la necessità di ritrovare quello spirito di fratellanza che permise ai giovani del 1088 di far partire la loro piccola grande rivoluzione. Per quei giovani, costruire il proprio futuro grazie allo studio era un privilegio. Non può più essere così: vogliamo che l’istruzione più qualificante sia alla portata di tutti.

Vogliamo un’Europa in cui realizzarsi fin da giovani, avere un lavoro che dia dignità e non preoccupazioni, trovare il proprio posto ed il proprio equilibrio non sia l’eccezione, ma la condizione naturale di ogni cittadino degli Stati Uniti d’Europa.

Simone Caroli

2 comments to Ce lo chiede l’Europa

  • Nicola Forlani

    Per la cronca la prima università in Italia è nata intorno al IX a Salerno.Nell’XI secolo era già nel momento del suo splendore. La fondazione della Scuola Medica Salernitana risale all’Alto Medioevo e non vi è nessun documento che possa certificare con precisione una data di riferimento. La tradizione tuttavia lega la nascita della scuola all’evento narrato da una leggenda.

    Si racconta che un pellegrino greco di nome Pontus si fermò nella città di Salerno e trovò rifugio per la notte sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce. Scoppiò un temporale e un altro viandante malandato si riparò nello stesso luogo, si trattava del latino Salernus; costui era ferito e il greco, dapprima sospettoso, si avvicinò per osservare da vicino le medicazioni che il latino praticava alla sua ferita. Nel frattempo erano giunti altri due viandanti, l’ebreo Helinus e l’arabo Abdela. Anche essi si dimostrarono interessati alla ferita e alla fine si scoprì che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.

  • cesare mosconi

    e poi seguendo le orme di Giustiniano che dal Diritto tolse il troppo e il vano crearono , togliendo e razionalizzando,il nuovo diritto del nostro rinascimento.
    A questo sono giunti togliendo, togliendo, togliendo.
    Se vogliamo creare lavoro vero che dia forza nel suo divenire e perchè no ricchezza dobbiamo togliere tutti gli orpelli e concetti e procedure rindondanti che ci fanno morire senza lavoro.
    cesare

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