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La Cancelliera verde? Commento a caldo sulle elezioni tedesche

La Cancelliera verde: come la speranza, come i suoi probabili alleati, come l'Europa federale

La Cancelliera verde: come la speranza, come i suoi probabili alleati, come l’Europa federale

La vittoria della CDU-CSU in Germania mi sembra molto positiva da diversi punti di vista, nonostante l’istintiva distanza tra molte delle mie posizioni di valore e quelle su cui si fonda il consenso di tale partito:
– Angela Merkel potrà formare un governo stabile e dare continuità al ruolo della Germania in Europa (ovvio che dal punto di vista ideologico potremmo discutere sul ruolo giocato finora ma occhio che chi gestisce il potere è sempre ideologicamente molto più elastico dei suoi elettori e dei suoi detrattori – e il potere tedesco deve confrontarsi in questo momento con problemi diversi da quelli che hanno portato alla linea dell’austerità per l’Europa)
– Angela Merkel dovrà trovarsi un alleato e vedo come molto probabile che tale alleato saranno i verdi, vale a dire una forza (se non erro anche in Germania) esplicitamente federalista sul piano europeo – l’alleanza coi verdi potrebbe suggellare l’impegno già preso dalla Merkel di occuparsi ora del ruolo della Germania nel completamento dell’unificazione politica dell’Europa, dandogli quel senso democratico e costituente che finora manca del tutto nel dibattito
– il risultato tedesco rigetta nettamente ogni opzione di distruzione dell’Euro, relegando il movimento antiEuro fuori dal Parlamento – e fra gli Stati dell’Eurozona, la Germania era l’unico che poteva illudersi di fare a meno dell’Euro.

In termini meno oggettivi, e più di auspicio (anche se ahimé è nota la triste fine che fanno gli auspici nella storia…) il risultato tedesco dà il tempo e incita il centro-sinistra continentale europeo a farla finita con la propria vecchia identità politica, legata indissolubilmente ad interessi e paraocchi nazionali, e a collocarsi con personalità e risolutezza nel dibattito su quale Europa dobbiamo costruire (e come) per farla finita con le inefficienze, le iniquità e le deviazioni tecnocratiche dell’Europa intergovernativa, che ci ha condotto sostanzialmente a creare una Comunità del controllo e della diffidenza reciproca sulla base di appartenenze nazionali ormai marce e inadeguate a farci costruire il futuro.

Francesco Pigozzo – Segretario MFE Toscana